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martedì 9 aprile 2013


Jeans di lusso "made in Italy"



E’ con queste parole che il marchio italiano Jacob Cohën, sul suo sito, inizia a descrivere come è nata l’ispirazione per la sua linea di moda.

Il marchio è conosciuto ai più per i suoi jeans, ottenuti trattando i tessuti in modo del tutto diverso dal solito, per ottenere un prodotto allo stesso tempo sartoriale e di lusso, ma anche comodo ed elegante, per essere indossato in ogni occasione. I pantaloni sono disponibili in più di 20 diversi tipi di denim, 45 differenti lavaggi e in versioni Limited e Special Edition. I materiali sono tutti affidati ad abili artigiani e in alcune serie l’attenta cura ai dettagli si materializza in impunture in seta cui viene abbinato il colore dell’etichetta in cavallino, bottoni gioiello, fodere in tessuti di alta camiceria; inoltre, alcuni modelli sono forniti di un kit  composto da un sacchetto (in cotone per gli uomini, in raso per le donne) contenente bottoni e rivetti di ricambio, un rotolino di filo con il quale fare le modifiche, una pochette a fantasia per la tasca posteriore e persino le pietre laviche che sono state utilizzate per la lavatura dando al capo quell’effetto “stone washed” che lo contraddistingue e una pezza per lucidare i bottoni in argento.


 


I materiali “base” variano a seconda della serie, dal denim cimosato al cashmere e cotone al kurabo giapponese (una tela in cotone biologico tessuta su antichi telai) e sono tutti di qualità, scelti come anche per i “secondari”:

“Le lane arrivano da Biella, Lanificio Barbera, i cotoni sono tutti italiani, le sete e tutti gli altri materiali sono nobili e puri. Lo stesso vale per la manifattura, completamente veneta e attenta ad ogni minimo dettaglio… Il nostro cliente vuole semplicemente essere elegante, non è interessato ad avere la firma strillata sul capo.” (Nicola Bardelle) 

Molto probabilmente vi domanderete come sono finita a parlare di certi marchi e certi prodotti. Ebbene, mi ha semplicemente incuriosito la foto di un amico, scattata ad un particolare dei suoi jeans (!) ed ho scoperto un mondo! 




(M.)


venerdì 5 aprile 2013


Impasse


Traccia 1

“Allegre comari di Windsor” al Teatro Verdi (avete presente quei vecchi teatri coi palchetti dorati e i puttini reggi-lampada?)

Svolgimento

Fosse opera sarebbe facile: via col tubino d’ordinanza! Ma la prosa?
Beh, è comunque il Teatro Verdi!  à  elegante
Sì, ma è prosa…   à  casual
Però è Shakespeare.  à  elegante?
Però è una commedia!  à   casual???
È una commedia di Shakespeare al Teatro Verdi  à  ?!?
 

Traccia 2

Meeting all’università per convincere un’azienda a darmi i dati necessari per la tesi.

Svolgimento
Ho il meeting con i relatori ogni settimana e di solito ci vado con la prima cosa che mi capita sotto mano.
Però questa volta è una cosa in grande, hanno prenotato una sala apposta…  à  elegante
Ma non ci sarà certo il Papa!   à  casual
Però hanno invitato anche il supervisore della tesi e i tecnici dell’azienda.  à  elegante?
Ma se mi presento in tailleur e loro in jeans e maglietta poi sono ridicola!  à   casual???
E se loro si presentano in giacca e cravatta e io in jeans come li convinco a sganciare i dati?  à  ?!?
Ma quanto ufficiale sarà questo caspita di meeting?!?  à  ?!?!??!?

 

Risultato

Blazer e jeans.
È il passe-partout che mi salva da ogni impasse. Può sembrare qualsiasi cosa: sia che tu abbia preso seriamente la situazione sia che ti sia messa la prima cosa che capitava. Secondo me è l´“outfit” più camaleontico che esista, cambia connotazione da solo in base all’ambiente circostante. Rende (nel suo piccolo)  la vita un po’ più facile; e ogni giorni si affrontano già tanti di quei problemi che se dovessimo stare pure lì a preoccuparci di cosa indossare…

(S.)



Shorts I love you

Oggi ho intenzione di parlarvi di un capo che adoro: gli shorts.
Certo, per indossarli bisogna avere comunque un “certo fisico”, o quantomeno scegliere dei modelli che possano nascondere i difetti (ahi, quelle buccette d’arancio non sono proprio un belvedere).
Personalmente adoro quelli sportivi, di tessuto semplice, che vanno indossati con le canotte, comodissimi per andare in spiaggia o per fare un po’ di jogging. Yamamay solitamente ogni estate offre diverse soluzioni, tutte colorate e molto fresche. Però che dire di quelli di jeans? Come potrebbero mancare i classici shorts di jeans in un guardaroba che si rispetti? Un tessuto sportivo che si può abbinare dappertutto, e volendo si può osare anche di sera, magari con un top più elegante. Ammetto che però è un tantino difficile scegliere il modello “giusto”, insomma quello che calza bene, che non sia largo in vita, ma che allo stesso tempo non faccia un “sederone” e che non faccia nemmeno l’effetto cosciotto… girando per negozi in centro ho potuto buttar l’occhio, in particolare, su alcuni modelli di Benetton, e devo dire che almeno a prima vista (si sa, vanno comunque provati!) sono molto carini. Un altro modello che offre Benetton per questa primavera-estate è in vari colori pastello, e anche nero, in tessuto ricamato. Ce ne sono poi con varie fantasie ed in tessuto leggero. La proposta più attraente però, a mio parere, resta quella di Zara: shorts in due colori (o bianchi o neri) in pizzo ricamato. Non vedo l’ora di farli miei. Ma devo ancora trovarli, ahimè! In attesa del bel tempo intanto che si fa? Si guardano gli shorts appesi in armadio? Assolutamente no!
Ammetto di non aver ancora sperimentato personalmente l’outfit, ma con un paio di calze giuste (non quelle trasparenti o color carne, mi raccomando!) e con un bel paio di stivali bassi i nostri bei shorts di jeans potrebbero fare la loro bella figura! Date pure sfogo alla vostra fantasia, ma sempre con un po’ di buongusto! (A.)




Proposta Zara versione bianca.

Proposta Zara versione nera.

Soluzioni Yamamay per l'estate, abbinamenti shorts & canotte colorate.

Proposte PE 2013 Benetton.
Proposte PE 2013 Benetton.
Il video scelto per accompagnare questo post è "Beautiful Dangerous" di Slash (il chitarrista dei Guns'N'Roses) feat di Fergie (la vocalist dei Black Eyed Peas). Il motivo della scelta? Guardate un pò Fergie come indossa i suoi shorts in questo video tutto rock! (A.)



lunedì 25 marzo 2013


Outlet, mon amour!

 
Lo so, su un fashion blog che si rispetti questo post non dovrebbe mai apparire. Ora dovrei essere qui a scrivere delle tendenze per le prossime stagioni, dei colori che si “porteranno” di più nell’autunno-inverno 2050, della sfilata di Tizio o Caio della settimana scorsa e così via dicendo. Ma, per fortuna, io NON sono una fashion blogger.

Io sono una “freelance” di questo blog, quindi posso dire quello che sto per dire (o scrivere, fate voi): la moda, secondo me, è per le pecore. Comprare qualcosa oggi e non indossarlo più l’anno prossimo, solo perché è della stagione passata, non ha senso. Ho conosciuto ragazze che cambiavano armadio ogni anno;  che non compravano qualcosa, durante i “cambi di stagione”, perché “è di quest’anno quindi l’anno prossimo sarà fuori moda” (testuali parole); ragazze che difendevano a spada tratta le zampe d’elefante più esagerate e che girano ora con gli skinny più sfrontati. Ma come si può essere tanto prive di carattere da non avere dei gusti propri, stabili, non dico tutta la vita (tutti cambiamo idee, abitudini, gusti), ma almeno da un anno all’altro? Di ogni collezione ci saranno cose che ci piacciono e cose che non ci piacciono, ma si presuppone che ciò che ci piace quest’anno ci piacerà anche il prossimo. Che importa quando è apparso su una passerella?

E così arriviamo al titolo di questo post: viva gli outlet! Io, che mi reputo una non-pecora (semmai sono uno struzzo), adoro questi luoghi dove si possono comprare prodotti di qualità (leggi “non completamente sintetici” o “non di plastica”, come dico io) a prezzi più ragionevoli. Ciò che viene snobbato dalle fashion victims defluisce qui… e qui io l’aspetto!

E poi ci sono cose che non cambiano e non passano mai di moda; degli evergreen, come il tubino nero, il blazer o il jeans dalle gambe “medie”. Diciamo la verità, quanto mai possono cambiare i jeans da una collezione all’altra? D'altronde, se Levis produce il famoso modello 501 inalterato da più di un secolo e mezzo un motivo ci sarà…

Ora vi starete chiedendo cosa ci faccia una come me qui. È quello che mi sono chiesta anch’io quando A. mi ha proposto questa “collaborazione” (forse esagero con le “virgolette”)(e con le parentesi). Ma lei dice che vuole un blog in cui si parli un po’ di tutto…

Cosa fate ancora così? Non avete sentito che quest’anno il vello si porta a righe?

S.
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