Bene, giusto adesso che avevo imparato a fare il contorno
labbra con la matita, onde evitare quelle noiose sbavature del rossetto … ecco
che la moda per il prossimo autunno inverno prevede la “bocca sfatta”. Insomma,
le collezioni di moda impongono questa nuova tendenza che libera dalla schiavitù
della precisione, della mano ferma e dell’occhio attento. I colori devono
essere belli carichi al centro e più sfumati nei contorni. La sfumatura si può
creare anche solo applicando un po’ di cipria ai lati e nascondendo il contorno
labbra col correttore, in tal modo le labbra verrebbero automaticamente
rimpicciolite. Quasi a voler ricordare le vecchie bamboline di porcellana. Questa
è stata la proposta della make-up artist di Dior. Come soluzione sarebbe
abbastanza particolare per chi ha delle labbra a canotto, ma credo che su
labbra sottili l’effetto sia leggermente poco indicato. Tornando ai toni
proposti c’è da dire che già sulle passerelle PE sono stati proposti colori
cangianti, come il fucsia al centro che sfuma nell’arancio. Le modelle di
Giorgio Armani, ad esempio, hanno sfilato con un rosso porpora mat nel contorno
ed un rosso fuoco brillante al centro. L’ultima sfilata dell’alta moda a Parigi
ha visto le modelle di Armani, in particolare, riprendere il maquillage degli
anni ’30. L’ispirazione sembra provenire quasi tutta dal film “The Great Gatsby”.
Incarnato omogeneo e mat, labbra nature, tendenti a risaltare il loro colore
naturale e sguardo caratterizzato da tratti d’argento e brillanti. Per creare l’effetto
“sfumato” sulle labbra si può anche ricorrere alle dita o ad un semplice
fazzoletto, se poi si vuol essere più “professionali” si può tamponare con un
dischetto imbibito di cipria.
Il video scelto è "Pure Morning" dei Placebo, il video è in banco e nero ma vi sono degli elementi che invece sono a colori, e tra questi le labbra del protagonista del video! (A.)
Guardandovi intorno in questo periodo, avrete certamente notato come sia
tornata di moda la stampa floreale.
Una stampa fresca, perfetta per il periodo primaverile come per quello estivo,
ma che se non dosata come si deve finisce con il creare il terribile effetto tappezzeria o Miami Vice nel caso siate
uomini! E questo proprio
non lo vogliamo… vero?
Bermuda da uomo Zara
Certo,
Rossella ‘O Hara per economia e vanità decise di farsi un vestito con le tende
del salotto… ma vogliamo davvero paragonarci a lei e usare gli avanzi del sofà?
Sulle
passerelle ne sono sbocciati tanti, più o meno dettagliati, stampati o
applicati, sicuramente impattanti per dimensione, colore… Tanta grafica e poco romanticismo.
Corpetto ricamato Dior
Issa London
Gucci
Gonna lunga, modello gitana_Fornarina
Jumpsuite e coordinato Max & co.
Zara
Zara
Dior
Ralph Lauren
Louis Vuitton
Lela Rose
Zara
Blumarine
Abito kimono Cavalli
Dior
Non
disdegnate le stampe floreali sui pantaloni o i leggins, a patto di non
esagerare e dosare la quantità di fiori da indossare!
Coordinato Liu Jo
Neppure
la moda uomo è immune…
Pantofola Alberto Moretti
Pantalone double face: da un lato stampa floreale stile "riviera",
dall'altro tinta unita_PT05
« Gli uomini
potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all'orrore e
turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano
sottrarsi ai profumi. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso
penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il
profumo scendeva in loro, direttamente al cuore e là distingueva
categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l'amore
dall'odio. Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini. »
(tratto da “Il profumo” Patrick Suskind)
Circa
un po’ di tempo fa mi trovai a leggere, su Facebook, lo status di un mio
contatto che in un certo qual modo criticava le campagne pubblicitarie dei
profumi perché affermava di non capirle. A parer mio, è decisamente complicato
reclamizzare un qualcosa che in effetti non si può vedere. Un abito, delle
scarpe, qualsiasi altro accessorio salta all’occhio nel’immediato, basta
inserirlo nello spot o nella foto (a seconda che si tratti di pubblicità
destinata alla televisione o a mezzo stampa) ed il problema è risolto. C’è
creatività anche lì ovviamente, sappiamo che le campagne pubblicitarie sono
pensate in tutti i particolari perché devono innanzitutto suscitare curiosità e
poi invogliare all’acquisto. Il segreto di un successo è rimesso innanzitutto
all’incisività di una campagna pubblicitaria. Per quanto riguarda i profumi,
invece, diventa più complicato per un creativo evocare certi desideri. Come si
fa a spingere un consumatore a recarsi in profumeria e chiedere proprio quella
specifica fragranza se attraverso la pubblicità non si trasmettono gli odori?
Come si fa a rappresentare qualcosa che in effetti non si vede, se non solo
nell’ultima immagine (solitamente) inserito nel suo packaging? Ecco, allora,
spot e immagini provocatorie, testimonial sensuali, situazioni particolari, e
spesso la partecipazione di registi importanti, per realizzare quei 30 secondi
di spot. Ebbene, ricordo che avevo circa sette anni ed ogni volta che guardavo
la pubblicità di Dolce&Gabbana Classics pour femme, con Monica Bellucci
(regia di Giuseppe Tornatore), restavo
incuriosita non poco.
Ambientazione
siciliana, immagini in bianco e nero: un ragazzo in riva alla spiaggia ha preso
un polpo,dei bambini escono correndo dall’acqua, in posizione più elevata c’è
la protagonista che sta per indossare il costume coperta da un lenzuolo rettole
da due donne. Il ragazzo guarda la scena incuriosito. Il primo senso evocato è
la vista. La curiosità di vedere oltre quel lenzuolo. Il ragazzo stringe tra le
mani il cefalopode, l’immagine è come se volesse evocare un senso di desiderio
e di possesso allo stesso tempo, stavolta è il tatto. Terminata la scena della
“vestizione” c’è un incontro labile di sguardi tra i due. Il terzo senso
evocato è il gusto: il ragazzo, mangia la polpa del polpo (sembra un gioco di
parole!), la Bellucci si avvia verso la spiaggia dal lato opposto del ragazzo e
lascia cadere su una pietra il reggiseno che indossava. Il seguito dello spot
presenta il ragazzo sotto casa di lei con l’oggetto da lei (forse volutamente?)
lasciato sulla spiaggia. Ultimo senso evocato: l’odore. Finalmente
si ha l’ultima sequenza dove si mostra il vero protagonista dello spot:
il profumo nel suo flacone e c’è una voce da fuori campo che lo presenta:
“Dolce&Gabbana parfum”. Così come il “lui” della pubblicità guardava con
desiderio la lei-Monica, l’intento dello spot era (a mio parere!) quello di
suscitare nello spettatore lo stesso desiderio nei confronti del prodotto. La
comunicazione è ben riuscita. Che la pubblicità sia stata analizzata nelle sue
parti, o che sia stata vista in modo più superficiale, ha comunque spinto lo
spettatore prima alla curiosità (l’impegno di capire la storia e di attendere
per vedere l’oggetto che la reclame sta pubblicizzando) e poi alla voglia di
acquistare quel prodotto. Si poteva mai riuscire a far di meglio? Un
altro spot che mi ha colpita, se non sbaglio nel 2009, è quello di Dior Intense
pour homme con un bellissimo Jude Law come testimonial. Su questo spot c’è poco
da dire, ciò che mi ha colpito sono stati due elementi: i fotogrammi rapidi con
cui venivano presentate le immagini di Jude alternati a sequenze prese dalla
strada (dal punto di vista di qualcuno che si trova in auto e percorre ad alta
velocità le strade e le gallerie) ed il jingle scelto per quei 30 secondi
(Shadowplay dei Joy Division, versione replicata dai Killers e contenuta nell’album
del 2007 “Sawdust”).
Nel 2010 segue un altro spot sempre con protagonista Jude, stavolta un uomo ed
una donna si danno un appuntamento per telefono e si incontrano sotto la Tour
Eiffel. Qui lo spot si presenta quasi come un breve film e le voci sono
originali. Jude
telefona alla donna esordendo con voce profonda: “You know who I am, I know who
you are. You know where I’ve been. I know
where you’ve been.” Il discorso continua mentre Jude si veste per recarsi
all’appuntamento. Il profumo è sulla mensola sotto lo specchio in bagno, ma non
si vede quando lo indossa. Poi si sente la voce di lei che gli risponde. Le
sequenze sono mischiate, lei si prepara e indossa il profumo ed un soprabito,
lui corre in auto per raggiungere il luogo dell’appuntamento. Quando Jude
arriva lei è già lì di spalle rivolta verso la Tour e la voce da fuori campo
femminile domanda: “How I will recognize you?” . La voce di Jude replica: “Oh don’t you worry
about that. You’ll
know when I’m there.”. Su quello sfondo appare la scritta in grande Dior Homme
e partono i titoli di coda. Una pubblicità del genere va spiegata? Cosa c’è da
spiegare? C’è un dialogo (la scelta di non averlo tradotto in italiano secondo
me è una mossa vincente, sebbene magari non tutti si siano prestati ad
ascoltarlo con attenzione), ci sono immagini chiare ed evocative. C’è una
storia. Qual è l’elemento di riconoscimento? Ecco che qui si evoca il profumo,
sarà la fragranza Dior a farli riconoscere e a farli incontrare. Il jingle
scelto per questo spot è “Symphony part 1” dei Muse.
Nel
2012 lo spot della Dior (homme sport) vede sempre Jude Law alla guida della sua
auto decapottabile lungo i tornanti che costeggiano il mare. Alla fine del suo
percorso arriva in albergo, dove ad attenderlo c’è una donna pronta a fare un
giro in barca. In una sequenza si vede il profumo che è in auto con lui. Il jingle
stavolta è “Paint it Black” dei Rolling Stones.
Seguendo
la linea di profumi per uomo (trovo gli spot molto più accattivanti!) un altro spot
che trovo molto bello è quello che vede come testimonial Vincent Cassel: “La
nuit de l’homme parfum” di YSL . Un intrigo di sguardi e seduzione, e
soprattutto un profumo che conserva la sua fragranza per tutta la notte. E’ il
profumo che seduce le tre donne e che fa da “stella cometa” per raggiungerlo.
Ultima sequenza: voce da fuori campo e comparsa del flacone di profumo.
Per concludere, l’ultima pubblicità che mi ha
colpita è quella di Bulgari (Bulgari Man Extreme) che vede come testimonial
l’attore australiano Eric Bana. La colonna sonora, "Duels", ricorda le grandi sfide da film western, lo spot di grande atmosfera mostra gli incontri del carismatico testimonial con un serpente (la seduzione), un leone (il coraggio), e un'aquila (l'acume). Ultima sequenza: l'immagine del prodotto.
Analizzare una pubblicità sul profumo non credo sia difficile, forse (come dicevo sopra...) è più complicato realizzarla. Per realizzarla ci vuole un bel pò di immaginazione e creatività, bisogna partire dalla ricostruzione dell'immateriale. Avvicinare a quel prodotto (che non si può sentire, nè vedere se non nel suo packaging) valori ed idee sotto forma di sensazioni. Lo spot non vuole "vendere" funzioni, ma modi di essere. La pubblicità dei profumi si allontana da dimostrazioni di usi pratici, e sempre più si avvicinerà ad un polisensoriale suggerimento di atmosfere, umori e situazioni. Questo stabilisce paradossalmente la priorità della pubblicità rispetto al prodotto stesso: sarà la rappresentazione del profumo a farne la differenza, piuttosto che la fragranza in sè. Si vendono emozioni (unique selling emotion), se in passato si promuoveva e si ricordava un aspetto materiale, adesso si promuove e si ricorda l'emozione provata. La necessità funzionale, infatti, non è la sola motivazione che spinge un consumatore verso una preferenza piuttosto che un'altra, più spesso i significati mediati dalla pubblicità non sono immediatamente disponibili nella definizione stessa del bene materiale ed occorre, perciò, ancorarsi ad un immaginario sociale già consolidato o, meglio ancora, crearne di nuovi ad hoc. La pubblicità produce una raffigurazione ridotta e semplificata della realtà sociale in cui si creano esemplificazioni dei vari ruoli sociali, irreali ma fortemente comprensibili. Bene, adesso dopo questo rapido excursus, siete ancora dell'idea che le pubblicità dei profumi non abbiano un senso? La sensorialità è la chiave di lettura degli spot, e contrariamente al passato il profumo non si collega più solo all'olfatto, ma mobilita globalmente tutti i sensi, collegandosi all'immaginario collettivo ed offrendo sensazioni, modi d'essere. Per chi fosse interessato al testo completo dello spot Dior con Jude Law, ecco il dialogo:
You know who I am. (Tu sai chi sono io.)
I know who you are. (Io so chi sei tu.)
You know where I've been. (Sai dove sono stato.)
I know where you've been. (So dove sei stata.)
That's all I'm gonna tell ya. (E' tutto quello che ho intenzione di dirti.)
You know what I can do. (Sai cosa posso fare.)
And I know what you can do. (E io so quello che tu puoi fare.)
I don't think so. (Non credo proprio.)
You're gonna regret saying that. (Ti pentirai di averlo detto.)
Scared? (Paura?)
Is that right? (Vero?)
Of course you are. (Certo che ne hai.)
What, two of ya? (Cosa? In due?)
We'll see. (Vedremo.)
Whoo. (Uhh.)
When I find you, and I will find you, you’re gonna wish you’d never been caught. (Quando ti troverò, e ti troverò, vorrai non essere mai stata presa.)
You think you know me. (Pensi di conoscermi.)
But do you? (Ma è così?)
No. (No.)
I don't know where you've been. (Non so dove sei stato.)
You talk a good game. (Sei bravo con le parole.)- nel senso a convincere la gente
Is that right? (Vero?)
You should be scared. (Dovresti avere paura.)
Scared? (Paura?)
I'm so scared. (Ho tanta paura.)
I'm shaking in my boots. (Sto tremando come una foglia.)
Are ya? (Davvero?)
Yeah, I'm so scared. (Sì, ho tanta paura.)
I'm terrified. (Sono terrorizzata.)
Of course you are. (Certo che lo sei.)
There might be two of us. (Potremmo essere in due.)
What, two of ya? (Cosa? In due?)
Me and naughty me. (Me stessa e la me cattiva.)
Whoo. (Uhh.)
Do you think you're ready for me? (Pensi di essere pronto per me?)
Ha, well I'm shaking in my boots. (Oh, beh sto tremando come una foglia.)
You gotta do better than last time. (Devi fare di meglio rispetto all'ultima volta.)
You're gonna regret saying that. (Ti pentirai di averlo detto.)
You gotta find me first. (Devi trovarmi prima.)
I'm so close I can smell ya. (Sono così vicino che sento il tuo odore.)
How will I recognize you? (Come ti riconoscerò?)
How will I recognize you? (Come ti riconoscerò?)
Oh don't you worry about that. (Oh, non ti preoccupare di quello.)
You'll know when I'm there. (Quando sarò lì te ne accorgerai.)