Sicuramente dopo aver
sperimentato il makeup di Yves Saint Laurent sono rimasta molto soddisfatta.
Non mi sono mai avvicinata più di tanto al trucco in generale, questo fa sì anche che non mi ci riveda poi tanto col viso tutto “impiastricciato” di
colori. Ammetto, però, di invidiare quelle ragazze che sanno truccarsi bene,
che sanno portare un rossetto senza sbavature, che sanno mettere un ombretto
che renda l’occhio ben visibile soprattutto che sono capaci di mettere l’eyeliner senza sembrare pugili andate al tappeto. Io mi impegno poco, questo è pur
vero. Anzi per niente. C’è gente che per imparare prova a tempo perso davanti
lo specchio prima della doccia serale, io mi scoccerei troppo. Preferisco fare
altre cose. Ok, si lo so, non sono una brava fashion blogger. Ma questo l’ho
sempre detto, anzi ad essere sincera non mi piace che mi si “appioppi” una tale
denominazione. Non sono una fashion blogger, sono una blogger e basta. Perché
restare incastrata in una categoria quando posso spaziare liberamente? Bando
alle ciance, andiamo al sodo. Dicevo, l’esperienza YSL mi ha avvicinata al
trucco, mi ha incuriosita, ed io parlo solo di cose che mi incuriosiscono. Oggi
quindi vi parlo dl look PE 2013 makeup
di Yves Saint Laurent. Così testo anche un po’ la mia preparazione. La maison ha creato
una linea tutta incentrata sulla potenza dello sguardo, a mio parere. Il look
si chiama Baby Doll. Tutto ruota attorno al mascara, declinato in diversi
colori: marrone, blu, viola ed il classico nero. Le setole dell’applicatore,
per come sono strutturate, separano, coprono e moltiplicano le ciglia, creando
volume e regalando uno sguardo profondo.
Poi abbiamo l’eyeliner che per il look Baby Doll è rosa. Sulle labbra è
consigliato Rouge Pur Couture: una nuova tonalità di rosa per un’innocente
seduzione. Offre una tenuta ed una luminosità senza confronto. Concludendo c’è
anche lo smalto: rosa Baby Doll che garantisce resistenza e brillantezza,
asciugatura rapida e precisione estrema. Per chi poi non lo sapesse, Yves Saint
Laurent ha offerto la possibilità di offrire una libera interpretazione su tale
look, inviando una foto presso l’indirizzo presente sul sito di Grazia.
L’interpretazione più meritevole sarà premiata da Yves Saint Laurent per
realizzare un tutorial per il look. Per maggiori informazioni consultate il
sito di Grazia! anche io ho postato la mia interpretazione!
Look Baby Doll.
Eyeliner Baby Doll.
Mascara Baby Doll.
Rossetto Baby Doll.
Smalto Baby Doll.
In attesa di come voi interpretiate il look Baby Doll, io vi
propongo questo video dei Dire Straits: “Romeo and Juliet”. Il makeup della ”Giulietta” che vediamo nel video, a mio
parere, rende molto bene il concetto Baby Doll. (A.)
Oggi
riparliamo di colore, partendo da una donna: Elsa Schiaparelli.
Nata a Roma
nel 1890, si trasferì a Parigi nel 1922, dopo aver a lungo viaggiato ed essere
venuta a contatto con molti artisti dell’epoca, soprattutto dadaisti. In
Francia si innamorò della moda e cominciò a collaborare con una sarta per
realizzare le sue idee. I suoi abiti erano di ispirazione africana, cubista,
surrealista e davano libero sfogo alla sua fantasia. E’ considerata la
principale antagonista di Coco Chanel,
nonché la “creatrice” delle sfilate di moda, colei che per prima concepì l’idea
che la sfilata dovesse stupire e mostrare non tanto abiti da indossare, quanto
l’estrosità dello stilista. Eppure con Coco
c’erano diversi punti in comune: l’idea di una donna libera ed indipendente,
che potesse vestire bene e comodamente, e la creazione in serie di “abiti
pronti”, anziché su misura.
Giacca e vestito Elsa Schiaparelli.
Ginger Rogers con cappotto Elsa Schiaparelli.
Ad ogni
modo, la sua moda era arte: impermeabili per la sera, abiti in vetro o con
enormi aragoste stampate sulla gonna, come se fossero tele da dipingere, i
primi bracciali in plexiglass e tanto tanto colore.
Giacca con profilo di donna.
Abito con aragosta.
Calze disegnate da Elsa Schiaparelli,
Cappello-scarpa di Elsa Schiaparelli.
A proposito
di colore… sapete che il nome di questa artista è legato proprio ad una
tonalità? Precisamente a quella che comunemente chiamiamo rosa shocking.
Quando nel 1936 commercializzò il suo profumo “Shocking de Schiaparelli”, contenuto in
una boccetta modellata come il busto dell’attrice Mae West, la confezione che
lo racchiudeva era proprio di questo colore, da allora chiamato anche rosa schiaparelli. Da allora il colore è stato più che indossato, con vestiti, accessori, gioielli, cosmetici, tinte di capelli. Del resto, usato con moderazione, è decisamente un bel colore, che specie in primavera dà molta vivacità al look.
Trench Burberry P/E 2013
Trench Iceberg.
Lo abbiamo visto sulle passerelle, sui tappeti rossi, per strada, al cinema e celebre è l'abito indossato da Marilyn Monroe in "Gli uomini preferiscono le bionde", sulle note di "Diamonds are a girl's best friends", qui nella versione degli Swing Cats: