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sabato 22 giugno 2013


Midsommar

 

Ieri era un giorno festivo in Svezia: si celebrava il Midsommar! 

 

Le origini di questa festa sono antichissime, risalgono a migliaia di anni fa. Deriva, infatti, da riti legati al culto del sole. La Chiesa tentò poi di trasformarlo nella festa di Giovanni Battista, ma la cosa non gli riuscì bene come col Natale e così la tradizione del Midsommar è giunta fino ai giorni nostri.

 

Tradizionalmente veniva festeggiato il 24 giugno, ma negli ultimi anni si è deciso di spostarlo al venerdì tra il 19 e il 25.

 

Si organizzano picnic all’aperto (poco importa se piove, in effetti gli svedesi non sembrano comprendere l’utilità degli ombrelli…), ci si adorna la testa con coroncine di fiori, si canta tutti insieme e si beve lo snaps (una grappa svedese aromatizzata). Poi si decora l’albero di Maggio con foglie ed erbe, lo si innalza e ci si balla intorno.
 
Io sono andata a vedere come lo si festeggiava in due diversi parchi di Göteborg.

La mattina sono andata al Trädgårdsföreningen: un giardino del XIX secolo, con un grande roseto. Lì le persone stavano ancora tutte intorno all’albero di Maggio a decorarlo, raccogliendo fiori nel parco.

 

Nel pomeriggio invece sono andata a Slottsskogen, un enorme parco che una volta era una riserva di caccia reale. Qui sono riuscita a vedere gente che ballava attorno all’albero.Inoltre c’era un gruppo vestito con abiti tradizionali che mostrava balli tipici svedesi. È stata un’esperienza davvero simpatica!
 





 

Come “contributo musicale” del post vi lascio proprio il video di un paio di questi balli:
 
 
 
(S.)

mercoledì 29 maggio 2013


Panna, mandorle e cannella

 
Dopo aver accennato ai semlor nel mio ultimo post ho pensato "quasi quasi scrivo un post tutto sui dolci tipici svedesi". Se per abituarmi alla marmellata sulla carne e al caffè lungo mi c'è voluto un po', per i dolci invece è stato amore a prima vista. Ed eccoli:
 
 
Pepparkakor


I classici biscottini allo zenzero! Sono sottili, croccanti e con tanti cannella, zenzero, cardamomo e chiodi di garofano. La ricetta originale li vuole dolcificati con melassa e fatti lievitare con il bicarbonato. Il loro nome compare per la prima volta nel menù del banchetto nuziale del re Magnus Eriksson e di Blanka di Namur nel XIV secolo.
Sono collegati, tradizionalmente, con il Natale e il giorno di Santa Lucia ma il pepparkakans dag ("Giorno del Pan di Zenzero") è il 9 dicembre. Durante il periodo natalizio molte associazioni, scuole e università organizzano gare di casette di pandizenzero.




Le forme tradizionali sono cuori, maiali, stelle, "vecchini" e "vecchine". Ora sfato un mito: io, in Svezia, a forma di vecchini (o omini, che dir si voglia) non li ho mai visti! Nemmeno gli stampi. Le pasticcerie li propongono sempre a forma di cuore (un po' allungati e con i "lati" dritti) e nei supermercati (li vendono nei supermercati come in Italia biscotti da tè e tarallucci) sono tondi o a fiore.




Lussebullar
 
 
I lussebullar sono i dolci tipici di Santa Lucia (ma li trovate in tutte le pasticcerie svedesi per l'intero periodo natalizio). Sono delle brioche con zafferano e uvetta. Di solito sono a forma di S ma ne esistono molte varianti. Nascono nel 1600 in Germania e una leggenda dice siano stati inventati da Satana per attirare i bambini: per questo motivo, un tempo erano chiamati dövels, dove "Dovel" significava diavolo.
 
Varie forme di lussebullar.
 

Kanelbullar
 
 
Sono le girelle alla cannella. Anche se erano conosciute già dalla seconda metà del XIX secolo, diventano molto diffuse solo negli anni '20, in quanto gli ingredienti erano molto costosi prima della fine della I guerra mondiale. E' il classico dolce della fika (la "pausa caffè" svedese), da mangiare sorseggiando un caffè. Il Cafè Husaren, nel quartiere di Haga a Göteborg, ne ha creato la variante Hagabulle: è una girella alla cannella gigante, di quasi un chilo! Loro la consigliano per una romantica merenda in due, in ogni caso credo sia impossibile mangiarne una da soli in una sola tranche. Bisogna però ammettere che dà una certa soddisfazione vedersi davanti una girella grande quanto un piatto da pizza! Infine, il 4 ottobre è la Giornata delle Kanelbullar.
 
Parte del bancone del Café Husaren e, sotto, le hagabullar in una vetrina.

 

Semlor
 
 
Ne parlai già nel mio ultimo post. Sono delle brioche con cardamomo (perché gli svedesi se non mettono qualche spezia nei dolci non sono contenti) ripiene di una crema alle mandorle e sormontate da una montagna di panna montata. Il loro nome deriva dal termine latino "simila" usato per indicare la farina di grano. In origine infatti i semlor erano dei semplici panini; nel corso dei secoli sono poi stati arricchiti con tutti gli altri ingredienti. Sono il dolce tipico del periodo della Quaresima e, fino al 1960, era consentito servirli solo il Martedì Grasso. Ogni anno, nelle varie città svedesi, si stila una classifica dei migliori semlor.
 
(S.)

sabato 25 maggio 2013


La vida es un Carnaval

 
Mi avevano parlato del Carnevale di Göteborg ma io me l'aspettavo a... Carnevale. E invece loro lo festeggiano a maggio! In realtà, la manifestazione che si tiene in questi giorni sarebbe il "Festival delle Culture" ma il momento culminante, famoso in tutta la Svezia, è la "parata di Carnevale", a cui ho assistito oggi. È una sfilata di balli tradizionali di tutto il mondo, in particolare il Sud America; un lungo serpente di gente coperta di paillettes e piume che salta e si dimena.
 








 
E siccome gli italiani sono ovunque, chi mi ritrovo accanto? Due italiani! Marito e moglie, lui alla mia sinistra e lei alla mia destra. Pigiati tutti e tre in mezzo a una folla di svedesi. Potete vedere i loro gomito/testa/fotocamera in quasi tutte le mie foto...
 










 
Se vi state chiedendo cosa facciano gli svedesi durante il "vero" Carnevale la risposta è... nulla! Nemmeno un coriandolo. L'unica cosa tradizionale del Martedì Grasso è un dolce (tra l'altro buonissimo) chiamato "Semla": è una specie di bombolone cannelloso ripieno di marzapane e panna montata, stranamente non eccessivamente dolce.
 

(S.)

lunedì 29 aprile 2013


Barbiere di Siviglia

 
 
Vi siete mai chiesti come si vestono per andare all´opera in Svezia? No? Non importa, io il post lo scrivo lo stesso!
 

Mi è capitato di assistere, in questi giorni, al "Barbiere di Siviglia" al Göteborgs Operan: il teatro (decisamente sgraziato all´esterno) all´interno è molto bello, con intere pareti di vetrate che danno sul fiume (sul porto, a dire il vero... ma è un porto carino, con tanto di velieri) e una hall molto spaziosa (c´è dentro persino un ristorante).
 
 
Prima dell´ingresso in sala una parte dell´orchestra intrattiene il pubblico con dei brani tratti dall´opera. Immaginate la scena: orchestrali che suonano Rossini, camerieri che girano in livrea, vista sul fiume (con velieri) e... gente in jeans e felponi di pile!
 
 
Ok, tecnicamente era uno spettacolo "pomeridiano", ma lí non sono previsti spettacoli che iniziano dopo le 18 e a tutto c´è un limite. Il problema non erano i jeans (fosse per me, li indosserei in tutte le occasioni) ma i felponi: certi erano proprio brutti.
Diciamo che c´era gente vestita in tutti modi, dalla signora elegantissima all´abbondantemente suddetta felpa. C´era una coppia (che purtroppo non ho avuto la prontezza di fotografare) fantastica: la camicia fucsia (sì, fucsia) e il papillon (esatto, papillon) verde smeraldo di lui facevano pendant con il foulard di lei (tanto bene, tra l´altro, che sospetto seriamente si fossero accordati).
 

 
 
Insomma, c´era una certa libertà di abbigliamento, che in fondo non è una cosa del tutto negativa... ma a me piace tanto l´atmosfera elegante del teatro! Sono rimasta un po´ delusa.
 
 
 
Una cosa decisamente positiva però l´ho notata: c´erano tanti bambini e ragazzi. Intere famiglie che avevano deciso di passare il sabato sera all´opera anziché al cinema (e i piccoli non sembravano certo tirati per i capelli). Certo, bisogna anche considerare che il biglietto costa meno che in Italia. E poi c´é da dire che lo spettacolo è stato davvero divertente, con interpreti simpaticissimi.
 
(S.)
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