martedì 14 maggio 2013


"Latte o zucchero?"...


...e io, da brava guastafeste: "potrei avere uno spicchio di limone, per piacere?". A me il tè piace aspro, che volete? Perché tutti si limitano sempre a offrire solo latte e zucchero?



A parte ciò... parliamo del tè! In inverno, bevuto caldo, è una vera coccola quotidiana. In estate, basta lasciarlo raffreddare e poi conservarlo in frigo per ottenere una simpatica bevanda dissetante (il mio preferito è un infuso di karkadè con uno spicchio di limone e qualche fogliolina di menta, oltre ad avere un sapore fresco ha un mix di colori che mette allegria). 

 



Può anche essere un’occasione per socializzare con gli amici, in una sala da tè o a casa propria. Nell’eventualità dell’ultimo caso il galateo, come sempre, non ci lascia allo sbaraglio e fornisce degli ottimi consigli per un perfetto “invito per il tè”.

 



Viene offerto, di solito, tra le cinque e le cinque e mezza, in salotto: sulla tavola, o su un carrello, si stenderà una bella tovaglia e sopra si disporranno la teiera, la zuccheriera, la lattiera, il piattino con le fette di limone e naturalmente piattini e posatine da dolci e i tovaglioli. Ognuno avrà una tazza, con relativo piattino, e un cucchiaino appoggiato a destra su quest’ultimo. Le più chic avranno anche una ciotolina con delle zollette di zucchero (magari aromatizzate) con annessa una piccola pinza d’argento.

 


Non potranno mancare torte o pasticcini, come crostate, biscotti o muffin, e qualche stuzzichino salato, come tartine, sandwich o salatini. Potrete servire anche della frutta fresca.

 


La padrona di casa servirà uno per uno gli ospiti riempiendo la tazza (mai fino all'orlo) e offrendo limone, latte e zucchero.

 


L'invito ad un tè normale può essere fatto a voce, per telefono o anche con un semplice biglietto scritto a mano, mentre per un tè impegnativo è necessario un biglietto da visita sul quale la padrona di casa aggiungerà alcune righe, per comunicare l'invito, il giorno e l'ora.

 


E ora parliamo della preparazione della bevanda.
Si parte dalla giusta teiera: evitate quelle di metallo perché potrebbero cedere sapori sgradevoli al tè. L’ideale sarebbe in terracotta perché, grazie alla sua porosità, trattiene meglio gli aromi. La porcellana, invece, è adatta ai tè più delicati. Le teiere non andrebbero mai lavate col detersivo: non preoccupatevi se col tempo si formerà una patina scura sulle pareti, è dovuta al tannico e darà un sapore più intenso alla bevanda (almeno questo è il consiglio degli esperti, io personalmente preferisco un tè meno saporito ma in una teiera più pulita).

 


Scaldate la teiera con un po' d'acqua bollente (meglio se con l'aggiunta di un pizzico di tè) che poi si eliminerà. Poi si inserite nel recipiente un cucchiaino di tè per ogni tazza, più uno per la teiera (il tè grazie ai vapori e al calore della teiera svilupperà l’aroma); quindi aggiungete l'acqua a circa 90 gradi (tolta dal fuoco alla prima avvisaglia di bollicine); coprite la teiera e dopo 3 o 4 minuti di infusione il tè è pronto. Tutto ciò vale anche per tisane alla frutta e infusi.

 


Ah, se per caso vi trovaste a passare per la facoltà di ingegneria, all'Università di Salerno, intorno le 17, cercate lo studio del prof. Rizzo: organizza sempre un "
Tea Time" per chiunque voglia partecipare! Una volta mi capitò anche di assistere a una sua lezione, nello studio, sorseggiando tè...
 
 
E per finire, ricordate la pubblicità in cui si sentiva questa canzone?
 
 
(S.)

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